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Venua – Gli Abitudinari

“Gli Abitudinari” è il disco d’esordio dei Venua, un album rumoroso, volutamente analogico e abitudinario. Cantano d’abitudine, di vita ordinaria, di metodicità nella vita di tutti i giorni che rende schiavi di se stessi e fa vivere vite senza entusiasmo, senza stimoli, senza voglie. Sembra quasi che per trovare un rimedio ad una malattia il trio bergamasco si curi esclusivamente con un vaccino senza antidoto. Sono chitarre crude e visionarie, suoni psichedelici, anni sessanta old style che anche se intensi, suonati discretamente e cantati bene, non aggiungono nulla di moderno, di nuovo di non “abitudinario”. Testi immediati, brani esclusivamente vintage, formazione classica che “Funziona bene” ma è soltanto surf-pop unita a beat e sequenze d’altri tempi. I Venua ricercano l’originalità e l’idea improbabile di parole che nessuno ha mai detto cadendo nel loro stesso gioco, diventando abitudinari. Manca quell’aria di novità di freschezza tanto sottolineata nelle dieci tracce.
La band, formata da Samuele Ghidotti (voce, chitarre), Jodi Pedrali (tastiere, basso synth) e Davide Paolini (batteria), ha un sound che segue le orme a tratti de I Ministri di Davide Autelitano, ma a differenza del vocalist della band milanese, Ghidotti non riesce ad imprimere la stessa potenza d’espressione, ed i testi non hanno lo stesso rilievo. A partire dalla foto ingiallita della copertina tutto sembra decantare (ed elogiare) il retrò. Con un mix di generi musicali c’è la voglia di comunicare idee ed emozioni a tutte quelle persone che sprecano la propria vita non vivendo fino in fondo i propri desideri e le proprie passioni, a tutte quelle persone che non rischiano e che persono così i migliori anni della propria vita. Se questo come si intende è uno dei manifesto dei Venua, e se “gli abitudinari contano solo da zero a tre”, la band dovrà crederci ed in futuro imparare a contare almeno fino a cento per uscire dal guscio, abbandonare la torre d’avorio e riuscire nell’intento di comunicare i malesseri e le nevrosi moderne come diceva Lorenzo Jovanotti partendo dal basso e poi andare su.
Antonello Furione
Contatti:
www.myspace.com/venuaband
http://www.myspace.com/venuaband

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