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Terzobinario – La Prima Volta

“Il mondo e grigio il mondo è blu” 
“Siamo rimasti colpiti dalla frase di Eleanor Roosevelt: Dove hanno inizio, dopo tutto, i diritti umani universali? In posti piccoli, vicino a casa, così vicini e così piccoli che non possono essere visti su nessuna mappa del mondo. Il suo pensiero è alla base del testo di “Rights Here! Rights Now!” e il nostro desiderio è che da un piccolo posto che crede fortemente nei Diritti umani, quale è Villadose, il nostro grido possa diffondere la voglia di grandi cambiamenti”. Questo era la dichiarazione dei Terzobinario al momento della vincita del premio Voci per la Libertà, Una Canzone per Amnesty XII edizione.
Il manifesto musicale di Michele Negrini (voce e chitarra), Marco Malavasi (tastiere e synth), Franco Manco (basso), Gionata Tralli (batteria) basterebbe già a mio avviso a farli amare, ma quando si ascolta il disco “La prima volta” per intero, almeno per quanto riguarda i testi, non si può proprio più avere dubbi. Pubblicato lo scorso 10 settembre, il disco d’esordio della band mantovana, contiene 10 pezzi originali ed una cover di Paolo Conte “Via Con Me”, con un particolare arrangiamento che non si discosta molto dalle sonorità dei pezzi contenuti nell’album. Michele Negrini ha una voce potente, chiara ed incisiva, e tutta la band è raccolta intorno al significato.
Brani come “Sono Stanco”, in cui si ascolta “Grido la mia indignazione perchè questo sistema promuove la collusione, sul vizio di forma e la norma che diventa eccezzione. Sono stanco stanco che sia normale, che sia onorevole un criminale, si perde il senso tanto è uguale, le cose avvengono e non sappiamo più come, chi controlla le parole ci racconta ciò che vuole, ma sono stanco….” oppure come la bellissima “La violenza – La misura di ciò che non sono” ci si sofferma sul fatto che le violenze abbiano imparato a camuffarsi e sempre meno riusciamo a riconoscerle come tali. Fra chi sottomette e chi subisce, spesso la violenza nasce dalla paura che ognuno di noi ha di rientrare fra questi ultimi. “Quanto più sono violento, quanto più sottometto gli altri, tanto io valgo”: ed è per questo che la violenza diventa la misura di ciò che sono.
“Il mondo e grigio il mondo è blu” cantava Battiato parafrasando una canzone di Nicola Di Bari e così anche per i Terzobinario, i colori, le sfumature non sono solo binarie, ma vanno oltre, anche per la loro prima prima volta, che diventa un disco immediato, con una inusuale onestà e sensibilità critica, perchè ognuna di queste canzoni come spiegava in un intervista Negrini è frutto del bisogno di comunicare qualcosa e per questo ha una sua storia. E allora vengano canzoni magnifiche e da ascoltare assolutamente come “Le Piramidi” o “La prima volta” o anche un intensa e coraggiosa interpretazione di “Vieni via con me” di Paolo Conte. Ad una musica rock pop elettronica trita e ritrita si affiancano quindi ottimi testi e “La prima volta” risulta quindi essere un bel disco, come non ne ascoltavo da tempo. Questa band fa ancora pensare che esistano artisti che abbiano qualcosa da dire, ma la canzone d’autore “perfetta” se si vuole proprio, dovrebbe essere ricercata anche su strade musicali diverse, arrangiamenti e sperimentazioni per amalgamare e rendere se possibile ancora più carico il significato, senza perdersi in facili accordi, per far si che la musica come diceva Fossati continui a girare intorno.
Antonello Furione
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