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Stoop – Stopid Monkeys in the House

 

In un Africa di tre milioni di anni fa: un gruppo di ominidi, guidati da un capo, sopravvive a fatica in un ambiente arido e ostile, un giorno davanti alla loro grotta appare misteriosamente un grande monolite nero, gli ominidi a contatto col monolite impareranno ad usare strumenti, ad uccidere animali per cibarsene e ad uccidere altri ominidi per conquistarne il territorio.
E come in “2001 Odissea nello spazio”, per gli Stoop tutto cominciò con una scimmia.
Questi sei ragazzi di Reggio Emilia arrivano al loro primo album dopo cinque lunghi anni di gavetta on the road.  “Stoopid Monkeys in the House” è un disco attuale, un contenitore di melodie legate magicamente insieme da grande tecnica ed uno stile personalissimo.
Un’amalgama di divagazioni e di esperimenti che partono dal folk, ballate rilassanti come “Lesson 2”, altre più ruvide come “Sleeping Awake”. Le chitarre aspre e taglienti condiscono l’intero album, la musica risulta curata e molto spazio è stato dato a parti corali, che caratterizzano la maggior parte dei brani e ai fiati, come le parti di Simone Benassi alla tromba, e di Donald Castagnetti al trombone. Diego Bertani chitarrista e vocalist del gruppo si smarca tra mille contaminazioni, influenze come Cake, Gomez, Supergrass, R.e.m., dove una solida scrittura è armonie artigianali si fonde in un’ampia varietà di atmosfere e suoni, steel guitar, banjos, trombe western e vibrafoni.
Uno sguardo un po’ cinico e disilluso trapela da alcuni testi come “Garbage In The Space” che racconta di una pioggia di rifiuti spaziali che piove dal cielo; è il miglior brano dell’album, un risultato soddisfacente di come si possano affrontare problemi e sensazioni moderne in cui tutti prima o poi saremo costretti a ritrovarci.
Non è un disco immediato e questo è forse proprio l’unica pecca di questo lavoro, che si traduce alla fine in un mancato riscontro del grande pubblico, la sensazione atona e pesante dell’enorme caleidoscopio di arrangiamenti disorienta e spaventa,  sono ricordi di ascolti inglesi e americani cupi e profondi, che riletti raccolgono le idee del gruppo nella più ampia libertà e ben descrivono la nostra vita quotidiana.
Gli Stoop proseguiranno diritti sulla loro strada, a bassa fedeltà, coscienti di aver fatto un ottimo lavoro fino a questo punto, cercando di rasserenare anche un po’ gli animi di chi li ascolta e dare una speranza fresca di ripresa. Per tutti coloro che amano l’indie rock contemporaneo e non si lasciano sfuggire proprio nulla.
Antonello Furione
Web:
www.stoop.it
www.myspace.com/stoopmusic
www.prismopaco.com

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