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Ratafiamm – Low Budget Invasion

Ci sono album che non sono punk ma sono comunque rivoluzionari, questi sono ancora più diretti e per qualcuno anche più pericolosi, perchè descrivono la vita vera e raccontano quasi in sordina con parole libere, poesie e musiche fatti che scoprono la realtà ed hanno  l’intento di capire la quotidianità che ci circonda. 
Così se non si ascolta bene, i marziani potrebbero invaderci semplicemente mettendosi dei berretti strani e noi non ce ne accorgeremmo neppure. Una specie di invasione a basso budget. Ecco finalmente il primo disco dei Ratafiamm. Low Budget Invasion è il nuovo disco dei Ratafiamm e come dice Jean Baptiste le Rond d’Alembert: “ogni musica che non dipinge nulla, non è che rumore”. Questo album è pieno di emozioni che vengono dipinte dall’inizio alla fine. Dopo due Ep: “Pausa” e “Meteo” (uscito in download gratuito) ecco prodotto il loro primo Lp, 13 canzoni, 40 minuti di musica e di testi densi e importanti. 
Ballate acustiche che senza urlare arrivano, come lo zucchero più rapidamente al cervello. Parole potenti cantate leggere, costruito su tensioni sonore che suonano fuori tempo e che rincorrono molto spesso una musica lenta e pacifica. Ogni brano è degno di nota, da “Ci tocca Sparire” alla canzone autobiografica “Ratafiamm”, da “Trenta gradi” alla bellissima e diretta “Verso fine Aprile” e poi ancora a “Luci fuori” tutti brani che risvegliano gli animi. 
Il brano “Il passo obliquo” viene ripreso in versione elettrica da “Pausa Ep”, e questa volta viene ne viene nascosta un po’ la potenza, ma è notevole il nuovo arrangiamento. Enrico Cibelli e Andrea De Nittis con la stessa intensità e lo stesso passo del gorilla, ricordano De Andrè in un incontinenza verbale e una musica minimale che da sempre li rappresenta. “Low Budget Invasion” cambia prospettiva, il gruppo diventa duo ma prosegue il viaggio intrapreso e diventa a differenza del passato un disco essenziale. 
Anche se è un disco costruito con pochi mezzi, rimane l’idea di creare arte per chi crede ancora che l’impulso e la passione sia un arma vincente. I Ratafiamm cantano di “Pupazzi, regali e ricordi, di viaggi, ferma-carte e fermagli” ed è un disco preciso curato, leggero e forse troppo poco commerciale (se di difetto si può parlare), vero folk cantautorale di classe, inaspettatamente maturo e finalmente completo. 
Antonello Furione 

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