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R.E.M. – Collapse Into Now

Seguirà “Loosing My Religion”?!
Tra tanti ricordi nostalgici, brani rivisitati e corretti dagli archivi storici, poche chicche geniali, che comunque stenteranno a lasciare il segno nel panorama della musica mondiale “Collapse Into Now” e il nuovo lavoro dei R.E.M: il quindicesimo. Non stupisce, non crea rivoluzioni, ma proprio per la sua semplicità questa volta forse è geniale. Nonostante i motivetti che continui a cantare come mantra anche dopo pochi ascolti, rimane un disco che sarebbe dovuto uscire dieci anni fa, prima della lunga carrellata di canzoni soporifere ed album noiosi che seguirono l’uscita dalle scene del batterista Bill Berry.
La band ha registrato il disco a Berlino negli Hansa Studio ed il risultato è discreto, ha lavorato anche sulla lunghezza dell’intero lavoro che dura più dell’ultimo album da studio: “Accelerate” del 2008 (che rasentava ogni record con i suoi 34:39) ed ha lavorato anche sicuramente sulla qualità, con i tanti aiuti degli amici più stretti, che nei momenti del bisogno servono sempre. Le scoperte partono proprio tralasciando le prime due canzoni Rock-mono-tone di apertura e arrivando diretti alla traccia tre: Überlin, ovvero “Drive/Fall on Me” (1988 e 1992) sono queste le chicche dal cilindro del mago Stipe che aspettavamo da anni. Scott McCaughey nel valtzer “Oh My Heart” è presente fin troppo e quasi fa perdere le tracce dei Rem, ottimi i brani come la divertente A.A.A.A. “Alligator Aviator Autopilot Antimatter” dove la voce di Merrill Beth Nisker, leader dei Peaches è semplicemente di monsteriana memoria.
Uno dei brani forse più belli del disco è :”Every Day is Yours To Win”, ma la parte più bella del disco continua con un possibile prossimo singolo: “It Happened Today”backing vocals Mr. Eddie Vedder che a stento si sente.  Con “Discover” e “Blue” (Country Feedback / E-Bow the letter) cantate entrambi da Patti Smith sono molto interessanti, ma gli ospiti in questo album hanno sempre pochissimo spazio e sembra solo che con il loro aiuto Michael riesca solo a trovare più facilmente l’ispirazione. Tutto è solare e sembra che i musicisti si divertano ed abbiano trovato davvero la giusta chimica per risollevare egregiamente le sorti della carriera della band di Athens Georgia. Stipe crea per divertirsi e ci crede davvero. “Mine Smell Like Honey” poteva essere contenuta in “Green” e suona come “Orange Crush”,”Walk it Back” è “Sad Professor”contenuta in Up, “That Someone is You” è Hyena di Life Rich Pageant. I suoni vengono comunque curati come sempre alla perfezione: d’altro canto Stipe è sempre stato un perfezionista.
Strano pensare che con la dipartita di Berry nel lontano 1998 con l’album “New Adventure in Hi-Fi” sia da dieci anni che la band sia ancora alla ricerca di quel sound e di qualcosa di nuovo che nei novanta portò loro tanta fortuna. Dopo aver provato e riprovato a lungo, c’e sempre la nostalgia che galoppa e la sicurezza di buone canzoni che anche se riprese e riprese ancora, alla fine funzionano sempre sul pubblico almeno, ed alla fine trovano facile rifugio sempre e comunque nella chitarra di Buck.
Dopo aver riascoltato la “Compilation anni ’90” che avrebbe dovuto segnare il crollo che si legge nel titolo, ci si rende conto che anche se Stipe appaia un po’ stanco ed il suo sound ogni tanto datato “è successo oggi” che i Rem si stiano riscoprendo, perchè in fondo “ogni giorno è un giorno buono per poter vincere”. Allora anche se le cose non cambieranno mai, la strada è sempre quella, si fa bene percorrerla fino alla fine, sempre e solo quella, trovando nuovi significati, nuove luci, mentre si è accompagnati dalle più sane ispirazioni artistiche degli amici, che si troveranno di giorno in giorno sulla propria cammino e su quello che si farà tornando a casa.
Antonello Furione.

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