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Piero Delle Monache – Welcome

Un mini album, ventisette minuti soltanto per un ottimo antipasto di benvenuto. Fresco, deciso ed elegantemente aggressivo, “Welcome” è un lavoro di alta qualità, traghettatore di uno stile linguistico-narrativo che trova origini nel passato, in un tipo di jazz comunque moderno, tra Charlie Parker, John Coltrane ed il grandissimo Sonny Rollins, per arrivare ad un jazz di più recente di matrice Chill Out/Elettronica di stampo newyorkese.
Cinque brani ed un reprise, tutti scritti dal giovane sassofonista, ad eccezione della brevissima Noir Intro (Diodati e Ceccarelli) e Noir, del solo chitarrista romano, dove spicca la tromba di Andy Gravish. Piero Delle Monache, pescarese, classe 1982, laureato al Conservatorio e produttore dell’etichetta Altotenore ha le idee chiare in questo album di debutto ed è alla ricerca di innovazione. Cura con sapienza le atmosfere corpose e fluide dai molti colori, rimanendo in perfetto equilibrio tra i musicisti. I suoni caldi sembra abbiano esclusivamente il compito di esprimere quello che Delle Monache ha nel fiato, nella testa e nel cuore. Il sassofonista abruzzese ora vive a Bruxelles, dove ha trovato terreni più fertili per la musica e condizioni e occasioni più rispettose per chiunque voglia esibirsi e raccontare con uno strumento la propria arte.
In questo album l’artista, cerca di mantenere un sound il più omogeneo possibile per aiutare chi come tanti, si stuferebbe e non avrebbe la testa per iniziare ad ascoltare al jazz partendo dai classici anni ’50, “Welcome” è un lavoro che, anche se non si può paragonare ai tanti capolavori di quell’epoca, può essere sicuramente un buon punto di appiglio ascoltare qualcosa di nuovo, che ha origini nel passato più lontano e per qualcuno più complicato della storia della musica jazz. Questo è solo il primo passo di Delle Monache, che non sembra volersi fermare, dalla creazione della sua etichetta discografica, ha una miriade di altri progetti musicali paralleli, possiamo solo dirci molto curiosi di vedere quello che accadrà, anche perchè, con questo disco coinvolgente e accessibile, Piero ci ha dato solo giusto un piccolo benvenuto.
Antonello Furione
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