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Nicodemo – In due corpi

Nicola Pellegrino in arte Nicodemo, a quattro anni di distanza dal precedente “Il treno per Bologna”, pubblica il suo nuovo lavoro dal titolo “In due corpi”, registrato a Cava dei Tirreni e mixato a Roma. Dieci canzoni in otto mesi di lavoro in studio di registrazioni e molte collaborazioni importanti come quella con Andy dei Bluvertigo nella traccia che apre il disco. La vita secondo Nicodemo è un viaggio e ogni tanto, ci si può facilmente perdere, per raggiungere il sogno e la serenità attraverso l’inquietudine. Soli davanti a quelle “Pareti” di solitudine si può e si deve parlare per descrivere la propria insofferenza. E non è come “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli “…che restiamo qui abbandonati come se non ci fosse più niente al mondo”, e si era pronti a non vedere nemmeno più i muri, in questo caso vengono colorate di molti colori proprio a descrivere le proprie difficoltà e la propria ricerca. La confessione del cantautore campano tra fumosi sax ed elettronica continua a contaminare le atmosfere anni ottanta, talvolta dark e soffuse altre più acustiche, soffuse ed intimiste. Un tocco di cantautorato moderno ed originale. Il confronto è uno dei temi più ricorrenti in questo lavoro del bassista e cantante, tra Elettronica e traditional da “Opto per la radio” e “Telenovele”, si passa velocemente ad un interessante smokin’ jazz “Strano”.
Tutto il disco è da considerare un buon passo avanti nella ricerca musicale italiana. Lo stile dei suoi brani è elegante a tratti vagamente cupo e rarefatto, ma mai pesante, sicuramente innovativo. “Bella ed elegante” di finardiana memoria con le altre tracce che chiudono il disco narrano una voglia di rivoluzione culturale di profonda coscienza ed analisi del proprio presente, con sensazioni, umori e buone prospettive per il futuro.
A valorizzare ulteriormente questo disco altre collaborazioni importanti in particolare quelle di Luca Urbani (Soerba), Carmelo Pipitone (dei Marta sui tubi) in “Opto per la radio”, Raffaella Destefano (dei Madreblu) in “La reciprocità” e Sarah (dei Diva Scarlet) in “Autunno”.
Nicodemo descrivendo il suo lavoro scrive: “Penso a questo album come ad una stanza, grande ma spoglia: dentro di essa, me stesso e l’altro me stesso. Ho fatto i conti con la mia realtà, con i pensieri di chi osa sfidare i propri difetti per migliorarsi. Da “In due corpi” ne traggo l’incomprensibilità verso chi si incolla, per non rischiare, ad una sola visione delle cose.” Siamo quindi tutti alla ricerca di una soluzione per riuscire a cambiare? Forza e coraggio.
Antonello Furione
Contatti:
www.nicodemocantautore.it
http://www.myspace.com/nicodemocantautore

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