«

»

Morgan – FolkClub Torino – 23.05.09

MORGAN – FOLKCLUB TORINO – 23.05.09
Marco Castoldi in arte Morgan, piano solo al FolkClub di Torino, poco sorprende i numerosi spettatori venuti a vederlo e anche se con uno spettacolo discreto e divertente non esalta. Morgan oggi, a 36 anni, e a diversi anni dalla separazione dalla sua donna canta ancora i giorni dell’abbandono, stesse tematiche e poca fantasia. Il suo indiscutibile genio sembra chiuso in una corazza, e sembra non non voler lasciar passare le vere emozioni che prova. Diventa così un cantastorie, lasciandosi alle spalle l’ottimo cantaurotato personale dei tempi dei Bluvertigo e di “Canzoni dell’appartamento”, per due ore e più passa da un brano all’altro seguendo una ipotetica sequenza che segue un ipotetico filone che vive in maniera esclusiva nella propria testa, o che sceglie a caso da un mucchio di fogli sparsi sul pianoforte, non termina quasi mai un brano, e costruisce dei lunghissimi medley. Sono per lo più abbozzi di brani, che spaziano da Bowie, Freddie Mercury (These are the days of our life) all’amato Battiato (Te Lo Leggo Negli Occhi), passando da cover ri/incise anche da lui come “Il cielo in una stanza” di Paoli (del suo ultimo disco “Italian song book vol.1” uscito il 10 aprile 2009), o “il Dottore” di De Andrè (di Ne al denaro… che ha pubblicato in maniera completa). E’ un Morgan sempre in ottima forma, almeno in apparenza, dopo ben 4 concerti in due giorni, tenuti due alle 17.30 e due alle 22, canta e suona divinamente il pianoforte, è intonato, preciso, pulito nel canto (anche se gran fumatore), ed è un ottimo intrattenitore, divertente e divertito dalla sua audience. A stento suona suoi brani, commenta infatti che lui si diverte di più a cantare canzoni di altri, ed in men che non si dica riparte con Bindi, con Guccini, si misura quasi sempre con grandi artisti, ma brani per lo più sconosciuti o mai editi (come il Lavoro di Ciampi, che aveva cantato anche in altre occasioni, come il bellissimo spettacolo al teatro Verdi di Parma lo scorso anno), ed il pubblico fatica a seguirlo. Speriamo che la poca fantasia, e la paura di far conoscere al mondo esterno i suoi veri sentimenti di oggi, possano svanire presto per risvegliare la sua bravura nello scrivere degli ottimi testi e che riesca di nuovo a divertirsi suonando anche brani propri ed a stesso tempo proseguire con la sua poetica e come una diceva una volta lasciandosi dietro il passato per andare altrove.
Antonello Furione

Permanent link to this article: http://therockblogreview.com/morgan-folkclub-torino-23-05-09/

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>