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Matteo Castellano – 23.03.2010 Caffè Basaglia (TO)

La canzone è senso che guida la voce. La società si trasforma, le persone perdono il senso e le canzoni cambiano, ma la voce non muore mai e continua a vivere negli autori, nei bambini, nei giovani e negli anziani narrando le storie che ognuno di noi porta nel cuore e vorrebbe ascoltare. Matteo Castellano è nato a Torino nel 1981, e fa parte delle belle sorprese che la nuova scena dei cantautori torinesi sa sfornare con metodica periodicità. Ha vissuto fino ai vent’anni a Fossano, poi ha deciso di viaggiare cercando di osservare con spirito critico il resto del mondo, da Roma a Londra, da Santo Domingo, per poi fare ritorno a Torino, imparando a vivere di musica, imparando a narrare al meglio i pensieri ed i sogni di una vita che la gente deve affrontare quotidianamente.  Ha pubblicato un unico disco dal titolo “I Funghi Velenosi” recensito brillantemente da alcune riviste di settore e ora, sempre girando in lungo ed in largo l’Italia sta preparando un secondo album, anche se la soddisfazione maggiore è proprio suonare dal vivo potendo raccontare la sua vita al pubblico.
Suona la chitarra, il pianoforte e ama cantare gesticolando un po’ alla Giorgio Gaber quasi a spiegare meglio le sue composizioni, che sono già più che immediate. Sono composizioni teatrali, create come dipinti a colorare vita vissuta tra passioni e filosofie, tra ritratti umani bizzarri e malinconici. La canzone così si trasforma in spettacolo e incontro. Concerti ovunque, si suona in mezzo alla gente, dalla strada a locali più importanti, e le sue capacità sono davvero indubbie. I pezzi “madrepadre” e “Una zitella al neon” ad esempio fanno sorridere, ma anche pensare, la sua ironia è tagliente, disarmante, drammaticamente persa tra Ciampi e Jannacci, come se fosse un passaggio di testimone generazionale. Così l’emozione si ricrea ogni volta, come anche la ricostruzione dei suoi testi direttamente sul palco sapendo semplicemente ascoltare l’umore e la sensibilità del suo pubblico. Matteo Castellano sorprende, per la sua originalità, una personanlità fresca e sicuramente in fase di crescita, lo stesso Club Tenco lo ha invitato quest’anno alla prima edizione del Premio dedicato al grande Fred Buscaglione. Non si contano nemmeno più i numeri dei brani da lui scritti e che propone in ogni live, sta lavorando bene e tenacemente con una band di grande livello tra i quali Vito Miccolis, Toti Canzoneri, Simone Bellavia, Bozzi e ci si augura presto di poter ascoltare un suo nuovo lavoro anche in qualche disco da studio.
Antonello Furione

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