«

»

Hayseed Dixie – live @ Spazio 211 – 30.03.10

Spesso mi era capitato di “pogare” ad un sacco di concerti rock di ogni tipo e di ogni qualità, con un sacco di canzoni diverse, ma su un brano classico di Mozart suonato da 4 Killer grass del Tenessee questo è stata proprio un esperienza nuova.
Prima apparizione Italiana in dieci anni, gli Hayseed Dixies, allo Spazio 211 hanno dato davvero il meglio di loro, per un inatteso primo sold-out. Musicisti competenti divertenti, super professionali e stupiti dall’affetto del tanto pubblico accorso per la serata che comprendeva un pubblico davvero vario, dal giovane al metallaro, al più attento country man. Hanno iniziato alle 22 puntuali con un boato della folla, e hanno suonato alla velocità della luce “ Ace of Spades” dei Motörhead, “Highway to hell”, Bohemian Rhapsody contenuta nell loro ultimo lavoro e Ramblin’ man. A distanza di dieci anni dal loro esordio “A Hillibilly Tribute to AD/DC”, e otto album pubblicati in studio che hanno sempre spaziato nel repertorio rock delle cover più disparate, la vera novità e che da qualche tempo John Wheeler e soci hanno hanno messo la testa a posto, forse, ed hanno iniziato a comporre anche canzoni, con testi che rispecchiano la loro vita. Non solo rivisitazioni in chiave bluegrass dei più grandi classici dell’hard rock quindi, ma anche idee proprie per poter finalmente iniziare a camminare con le proprie gambe, così sono nate e si sono ascoltate dal vivo anche Tollerance, In the Backyard, Norfolk girl e la pseudo romantica Don’t cry for me. Nel disco Killer Grass, uscito proprio quest’anno, ci sono dodici brani divisi fra sette brani originali e sei rivisitazioni, come narra l’adesivo in copertina fra cui Bohemian Rhapsody dei Queen e Won’t Get Fooled Again dei The Who. In allegato nella versione italiana anche un DVD contenente sei video musicali e cinque video “didattici” in cui la band spiega davanti ad un mare di lattine e bottiglie di birre come si suonano gli strumenti che usano. John Weeler alla voce, chitarra, violino, Don Wayne al banjo, Dale Reno al mandolino e Jake Byers al basso hanno proprio dato spettacolo.
Versioni velocissime e suonate in maniera impeccabile con banjo, basso acustico e chitarre acustiche. Dagli AC-DC con la versione stratosferica di Hell’s Bells a “Whola lotta love” dei Led Zeppelin, ai Rolling Stones, passando da Kiss, Queen, Aerosmith , ed infine Green day per accontentare proprio tutti. Parlano spesso con il pubblico, chiaccherano parlano di donne, birra, vino, ed il loro dissapore per i Coldplay, truccati e con sguardi truci comunicano in un brano che il “Merchandising is behind the corner” e lo ripetono da farne musica per una manciata di minuti. Disponibili per autografi e foto ricordo alla fine del concerto sono state circa due ore senza pausa, da sottolineare in scaletta anche sul finire della serata pezzi più stretti della tradizione americana come il traditional Needed time. Nei loro scherzi musicali sono davvero degli ottimi musicisti capaci di assoli ed improvvisazioni, e  suonando semplicemente cover sono riusciti a ritrovare un’originalità davvero inaspettata.
Antonello Furione
Contatti:
www.hayseed-dixie.com

Permanent link to this article: http://therockblogreview.com/hayseed-dixie-live-spazio-211-30-03-10/

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>