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Granturismo – Il tempo di una danza

Se con “Canterò l’amore che arriva e va” I Granturismo nel finale di “Gospel in Giugno”, quasi sembrano voler scrivere un manifesto all’intero album, il sound di questo disco d’esordio crea atmosfere ricche e differenti, tra funky, elettronica, disco surf e murder ballad che sviluppano in maniera completa e piacevole l’intera opera e ne rendono piacevole l’ascolto. “Il tempo di una danza” un po’ come sottolinea la copertina è un album estivo. Il gruppo ricalca con raffinati riferimenti musicali il sound di Baustelle e La Crus (vedi la tittle track), ma anche più on the road dei Martinicca Boison (vedi Addio Tristi Lunedì) o ancora Velvet Underground di Sunday morning (La tua Casa), ma nonostante questo è un disco pieno, originale e curato. Sono atmosfere frizzanti, allegre, che potrebbero accompagnarci tranquillamente mentre andiamo in spiaggia, o ancora meglio mentre torniamo da una giornata assolata passata al mare. La band: Vincenzo Vernocchi alla chitarra e la voce profonda di Claudio Cavallaro, cantano di un amore nostalgico, di storie di vita passate e risolte o quasi, amore, incertezze della vita e passioni e dolori che evaporano nel tempo. D’effetto gli inserti di tromba di Marzocchi ed alcuni versi filosofici.
Quando gli amori finiscono, più che il rimpianto c’è la consapevolezza che sta iniziando una nuova avventura e forse proprio in questo rimane il bello della vita, fatta di piccole morti e piccole nascite, e nel coraggio di affrontare proprio il nuovo che verrà. Così si sviluppa in questi brani l’idea di semplicità, nel voler cogliere l’attimo che potrebbe finire da un momento all’altro, riuscendo a non prendersi troppo sul serio ed allo stesso tempo avere con se sempre un’antidoto alle difficoltà dei momenti duri della vita.
Uscito il 26 marzo per l’etichetta Live Global, è prodotto da Paolo Alberta sotto la supervisione di Fabrizio Barbacci (produttore di Ligabue, Negrita, Gianna Nannini, Roy Paci & Aretuska, etc.). La loro opera prima in definitiva è una buona prova cantautorale, che con lo sguardo a cavallo tra retrò e futuro getta le basi per un buon lavoro nostrano, senza grosse sorprese, ma piacevole e concreto. Se in futuro si vorrà di più però bisognerà osare in ogni direzione, soprattutto nella sezione lirica.
Antonello Furione
Contatti.
http://www.myspace.com/granturismomusic

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