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Giacomo Lariccia – Colpo di Sole

“Sant’Eccehomo è nu gran santu…. è lu mejo di tutti li santi / Ce l’abbiamo solo noi!….. Sant’Eccehomo prega per noi.” 

Gli artisti che lasciano il proprio paese hanno forse una maggior lucidità per ascoltare il mondo, più coraggio per esporsi e tolti i filtri nazionali sono liberi. Questo il caso di Giacomo Lariccia che pubblica il suo nuovo disco auto prodotto “Colpo di Sole”: un album fresco, semplice, a tratti doloroso, quasi drammatico (vedi “Roma Occupata”) ma anche accompagnato da brani pieni di speranza, ritmi danzanti a cavallo della migliore tradizione popolare. Il lavoro è stato interamente auto finanziato da Giacomo e dalle cento persone amiche che hanno creduto in questa “avventura in musica”.

Poco più che trentenne, Lariccia, chitarrista jazz dopo una Laurea a Roma, si trsferisce in Belgio, studia al Conservatorio Reale di Bruxelles e decide di rimanere a vivere all’estero. Si è spesso costretti ad espatriare, ci sono mille motivi in questo modo, pensando sempre al paese d’origine, si scrivono canzoni un po’ malinconiche, canzoni di disagio, nel non riconoscersi nell’Italia di oggi, si raccontano storie passate, di amori, di lotte sociali, storie di guerre, di difficoltà, di passioni, storie di viaggi e di riflessioni.

Giacomo Lariccia, ricorda il passato e canta con passione e con rabbia, la sua ricerca di un paese migliore. Il brano “Povera Italia” insieme a “Nella vasca degli squali” così diventano quasi un inno, un po’ come lo era stato il pezzo di Alessandro Mannarino “Svegliatevi Italiani” qui si canta: “Cambio paese, cambio continente, cerco di nascondermi tra la gente, ma è la mia gente che non riconosco….”.

Per concludere, la breve canzone “Come Vorrei” (compresa solo come bonus track) ripresa e tradotta da “Song For The Asking” di Paul Simon è uno dei punti più intensi e toccanti dell’intero album “…Come vorrei per te, come vorrei lo sai, cambiare almeno un po’ se lo chiedi, chiedimi e suonerò l’amore che provo per te…”. Spesso il suono della sua chitarra è trascinante fino a non riuscire a seguire il testo, ma le sensazioni che la parola e la voce di Lariccia danno in questo confronto sono assolutamwnte valide e, forse proprio perché viene cantata in italiano, più commoventi.

Con uno spirito critico Lariccia si guarda intorno, racconta un mondo reale, anche se ormai vive lontano dalla Povera Italia, nonostante “Nella vasca degli squali, io non voglio nuotare piu’…” ci si aspetterebbe forse solo, qualche traccia in più con soluzioni radicali e meno sognanti, anche solo pensando, prima o poi, di incamminarsi sulla strada di casa. Un disco per avventurieri.

Antonello Furione

Contatti:

www.giacomolariccia.com
www.facebook.com/giacomolaricciamusic


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