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Fabrizio De André 30.05.09 – Villa Serra (GE)

“Voi quella notte, voi c’eravate” – GENOVA 30.05.09
A Villa Serra di Comago (Sant’Olcese) sabato 30 Maggio i personaggi cantati da Fabrizio De André, zingari, prostitute, giudici e detenuti e tanti altri, sono stati i protagonisti di un emozionante ricordo di Faber. L’evento ad ingresso gratuito dal titolo “Voi quella notte, voi c’eravate” è stato curato da Radio Popolare in collaborazione con la Comunità di Don Gallo, ed è stata l’inizio della XXI edizione del Break Out Festival. Nella splendida cornice del parco storico di villa Serra, artisti, musicisti e scrittori sono saliti sul palco per proporre un tributo personale al grande cantautore genovese a dieci anni dalla sua scomparsa.
Un Ensemble d’archi accompagna la soprano afro-americana Moncia Small, che con “Le Nuvole” e poi “Ottocento”, a seguire “Hotel Supramonte” con il giudice Vincenzi Papillo insieme a Gian Maria Testa. “Preghiera di gennaio” è stata interpretata con una ritrovata Paola Turci, in ottima forma accompagnata per l’occasione dalla Rumenian Gipsy Band. A De André non sarebbe dispiaciuta la serata, Doris, dell’associazione “Le Graziose” per la difesa dei diritti delle prostitute, insieme a De Scalzi ha proposto un testo non troppo conosciuto, “Vorrei comprare una strada”, e Valentina, trans-gender/camallo del porto di Genova, tra omaggi a Paride Batini e dichiarazioni sulla corsa al profitto, si è cimentata in una bellissima “Princesa” da brividi con Fabio Barovero dei Mau Mau e Mirco Menna. Poi Mauro Ermanno Giovanardi con l’Orchestra Bailam crea magia con “Rimini”, anticipata da un piccolo brano del Coccodrillo di Pasolini. Due detenuti del carcere di Marassi, recitano “La canzone di Marinella”, ripresa a seguire da Giuliano Sangiorgi dei Negroamaro, che lascia tutti perplessi, per la sua interpretazione così personale del brano.
Altra sorpresa della serata è stata quella di trasmettere sul maxi schermo alcune scene di ”Effedia’, sulla mia cattiva strada”, film-documentario prodotto da Dori Ghezzi per la regia di Teresa Marchesi, in cui anche il regista tedesco Wim Wenders si augura che si faccia un grande concerto in memoria di Fabrizio, e aggiunge che si potrebbe filmarlo per mantenere un ricordo vivo e sempiterno dell’artista.
La qualità musicale è andata in crescendo fino alla chiusura, con l’arrivo del gruppo “Mille Anni Ancora”, che con uno strepitoso Alessandro Adami, (classe 1982), hanno riproposto inizialmente l’intero concept album del 1973 “Storia di un Impiegato” (sesto lavoro da studio), in una originale e fedele rilettura, compresa l’emozionante “Verranno a chiederti del nostro amore”, “Bombarolo”, per poi dedicarsi ad una carrellata di classici come Il pescatore che hanno concluso la serata.
“Mille anni ancora”, è un gruppo composto da vari musicisti che hanno collaborato con Faber, come Ellade Bandini alla batteria, Giorgio Cordini alle chitarre e bouzouki, Mario Arcari ai fiati ed ancora Alessandro Adami (voce), Max Gabanizza (basso), Eros Cristiani (tastiere), Enrico Mantovani (chitarra), Stefano Zeni (violino).
La scelta di suonare con musicisti di un’altra generazione, significa passare ai giovani la speranza del futuro, il testimone del pensiero di Fabrizio e della sua attenzione per gli altri, più deboli e sfortunati.
A distanza di anni la sua musica dal vivo, oltre che ridare voce al messaggio del musicista e del poeta, riesce ad esprimere perfettamente le contraddizioni della vita moderna, sapendo suscitare nei più amore e rispetto per i deboli e gli sconfitti: sempre una grande lezione di vita.
Antonello Furione

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