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Elton John – Peachtree Road

Nell’infinita carriera di Elton John, “Peachtree Road” è la sua quarantaquattresima opera, della sua brillante discografia iniziata nel 1969 con Empty Sky. Siamo nel 2005 e sembra che il mozart dell’era pop moderna, non ne voglia proprio sapere di abbandonare le scene per una più che meritata pensione.
In fondo è da più di 36 anni che Elton propone eccentricità, entusiasmo, innovazione e buona musica, e con questo ultimo album, ha raggiunto una certa stabilità ed una grande maturità stilistica. Anche se magari dal vivo non si ricorda proprio più tutte le parole delle sue canzoni, Reginald Dwight con la musica ancora nel cuore, non smette mai di narrare di emozioni e i suoi pensieri sgorgano ancora giovani e freschi: odierni. Canzoni come la bellissima Porch swing Tupelo, o The weight of the worl che apre il disco, parlano di come l’artista si senta oggi dopo essersi lasciato dietro la droga, l’alcol e si sia liberato del peso del passato. Sempre affiancato dal capace paroliere Bernie Taupin, Elton John continua a scrivere grandi canzoni, fluide quasi liquide e sciolgono la melodia in modo immediato e basilare, dischi fortemente radicati nel suono della West Coast americana. Nella sua ultima parte di carriera, dopo One (1992), tralasciando le soundtracks e progetti con Tim Rice come l’Aida(1999), o ancora gli innumerevoli Best degli ultimi anni, (sempre troppo pronti a santificare il santificabile), si può dire che Elton sia riuscito a mantenersi moderno.
Forse è stato un percorso inconscio che sarà sicuramente ancora da proseguire, ma di fatto in ognuna delle sue canzoni, riesce sempre ad aggiungere qualcosa di più, quella virgola, quella pagliuzza di stile che fa si che la stessa confezione risulti essere nuova, lavata e luccicante.
In questo disco non ci saranno più canzoni come le passate, Lady Samantha, Your song, oTiny dancer, ma forse è un bene, perché sarebbe stato più facile ripetersi e non intraprendere mai nuove strade, rifugiandosi in quelle del passato, come molti della sua generazione avevano fatto.
L’uso sapiente e dosato di stile, assoli con slide guitar, cori e armonie blues, gospel, country miscelate con sapienza, rendono il disco completo, senza un’eccessiva smielatura. In questo periodo dove tutto corre inevitabilmente più veloce di quanto non facesse negli ani sessanta, dove la musica veniva gustata e provata oltre che sparata nelle orecchie, ci sono immagini, ballate sentimentali, come il primo singolo All That I’m Allowed (I’m Thankful) al passo con i tempi, e altre più riflessive, come My elusive drug che parla della sua ricerca dell’amore, trovato nel suo compagno David che comunque si riflettono all’interno di cambiamenti generazionali.
Anche dopo aver raggiunto così tanti traguardi, tutto “Peachtree road” (che è l’indirizzo della sua casa di Atlanta) è ancora una volta un album riuscito, dove Elton John si sente vivo, innamorato, diverte e fa divertire il tanto pubblico che da sempre sogna affascinato ascoltando il suo rocket man di fiducia.
Antonello Furione

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