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ELIO in "FIGARO IL BARBIERE 25.07.09

FORTE DI EXILLES (To) – Assedio 2009. Suoni e Visioni dal Forte – SABATO 25 LUGLIO ore 21.00
ELIO in “Figaro il barbiere”
Roberto Fabbriciani: flauto
Fabio Battistelli: clarinetto
Massimiliano Damerini: pianoforte
Franco Battiato un tempo cantava “A Vivaldi e Sinatra preferisco l’insalata” e oggi per molti è ancora così, ma per il nuovo progetto di Elio le cose vanno diversamente. “Figaro il barbiere” è una rilettura in versione cameristica de “Il barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini. Atto unico adattato su un libero racconto del flautista Roberto Fabbriciani con musiche ridotte dall’opera originale. Alla musica di Rossini, si unisce un narratore: Elio, che, dialogando con il pubblico, racconta i momenti salienti e introduce i personaggi.
Innamorato dell’opera lirica italiana, Elio aveva già dato prova del suo estro eccezionale durante il festival di Sanremo 2008, quando aveva stupito tutti per l’interpretazione magistrale del “Largo al factotum” rossiniano ma, in questa occasione, ha un inedito spirito divulgativo e si propone al grande pubblico, viaggiando verso una nuova maturità artistica, con l’obiettivo di rendere l’opera lirica accattivante e apprezzabile ad un pubblico di giovani.
In una fresca sera di mezza estate, nella splendida cornice del cortile del forte di Exilles, per la rassegna Musica 90 “Assedio 2009”, Elio, senza le Storie Tese, raduna quasi un migliaio di persone, attente e curiose per l’innovativa lettura critica dell’opera. E’ un racconto visto dalla parte di un moderno barbiere, un vero e proprio progetto di semplificazione di Rossini, solo 3 strumenti: un pianoforte, un clarinetto, ed un flauto.
Elio è un grande artista, un ottimo musicista e nonostante abbia una voce dal timbro non puramente lirico, non si possono che elogiare le sue indubbie doti canore. Mantiene un uso della voce preciso, pulito e non sfigura comunque con i migliori tenori classici, anche se i canoni e la situazione sono sicuramente differenti. Sale sul palco alle 21.30 e senza sosta per un’oretta e poco più dà il meglio di sé, diverte, crea e cattura. Anche se Rossini è famoso, l’Opera lirica è ancora difficile da assimilare, e per la maggior parte del pubblico moderno, molto spesso non si capisce nemmeno la trama, ed è difficile capire fino a fondo un tempo così distante dal nostro. Nonostante ciò, Elio coniugando i giovani e la tradizione, è ansioso di condividere con la platea i segreti e la bellezza dell’Opera, e diventa perfino scrupoloso nella spiegazione dell’intricatissima trama.
Così ricalcando in qualche modo anche Benigni, che con la sua lettura della Divina Commedia di Dante ha incantato tutta l’Italia e tutto il mondo, Elio riesce nel suo intento di far comprendere con la trama dell’opera e fa arrivare Rossini al pubblico come mai nessuno prima. E’ riuscito a svecchiare la storia, cantando e recitando arie e romanze, da “Largo al factotum” di Figaro a “La calunnia è un venticello” di don Basilio, coinvolgendo e divertendo anche i bambini presenti. Mentre insaponava (letteralmente parlando, con della schiuma da barba e pennello) il clarinettista Fabio Battistelli e Fabbriciani, Elio ha trovato il modo di coinvolgerli nelle gag e, contemporaneamente, d’illustrare a loro e alla platea il quadro socio-economico in cui maturò l’opera di Rossini. “Figaro è una perfetta incarnazione della nuova borghesia in ascesa, estremamente pratica e sensibile alle ragioni del denaro. Lei invece non mi paga da quattro mesi” – spiegava al suo cliente (Battistelli) in uno dei tanti passaggi sospesi a metà.
Tutto ciò è davvero un buon punto di partenza per portare l’opera ai giovani e a quelli come me che se la sono persa, anche perchè parlare di crisi della classica è inutile se non si fa nulla per avvicinare il grande pubblico. Si spera come dice Elio in un’intervista sul progetto che lo spettacolo possa essere visto da persone improbabili, non da chi segue l’opera normalmente: il pubblico va educato, da trent’anni non c’è spinta creativa nella musica e la conseguenza è che il pubblico non è più aperto come una volta. L’importante è avvicinare il pubblico a questi capolavori anche cambiandone l’organico strumentale e il tipo di voce. La storia è narrata da un barbiere vero, che vede il Figaro dell’opera come un idolo, una specie di rockstar. La lirica è bella: storie appassionanti, trame ben raccontate, musiche che hanno resistito per secoli. Certo, in senso stretto è incomprensibile, le parole si capiscono poco e non sempre sono di uso comune. Ma il problema è che viene vista come un oggetto prezioso e fragile, che non si può sfiorare, oggi invece bisogna che si comprenda che con l’opera si può anche ridere.
Antonello furione

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