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Black Dub

“Ring the alarm, another sound is dying”
HAPPY BIRTHDAY MR.LANOIS 
Sessanta candeline e nuova vita per Mr. Lanois, meglio conosciuto come Il produttore degli U2 (in particolare di The Unforgettable Fire e Joshua Tree), di Neil Young, di Bob Dylan, di Peter Gabriel e Willie Nelson solo per citarne alcuni tra i più importanti. Daniel Lanois oltre che “uomo della musica” è chitarrista e cantautore e nel corso degli anni si e sempre distinto per il coraggio di rimettersi in gioco e tentare sempre strade nuove.
Così facendo, questo nuovo progetto: l’album di debutto dei Black Dub è diventato un gioiello. Il super gruppo formato da Trixie Whitley, la figlia del bluesman Chris Whitley (scoparso nel 2005) ha una voce roca e profonda e un attacco preciso e pulito che ricorda a tratti Janis Joplin, il batterista Brian Blade che ha suonato con Wayne Shorter e Joni Mitchell improvvisa continuamente, ricalcando il groove che corre da New Orleans fino ad arrivare a Memphis. Armonie abbozzate di chitarra registrate alla perfezione sembrano reagire istantaneamente con le ritmiche e le parti vocali. Jim Wilson è la stabilità del gruppo che rifinisce il sound con posate linee di basso.
Black Dub e’ sicuramente un disco da avere a tutti i costi, dove ad una gran classe del gruppo si affianca una voce della ventiduenne Trixie davvero sensuale e preparata. A cavallo tra soul vintage Motown, assoli ricercati, echi reggae fino ad arrivare a momenti gospel il disco è davvero riuscito e la musica scorre veloce. Lanois valuta costantemente le strutture metriche e gli spazi, come stesse componendo un mosaico. Black Dub infatti a detta di Lanois è stato creato per esplorare ogni possibilità del ritmo.
Tutti i brani sono scritti da Lanois nel 2009, ma l’uscita del disco è stata ritardata a causa del grave incidente motociclistico che ha avuto nel luglio 2010. Dopo un recupero abbastanza miracoloso, l’album è stato finalmente pubblicato nel tardo autunno del 2010 e ha ottenuto ottime recensioni.
Il disco è stato registrato per la maggior parte in presa diretta, così il viaggio già di per sè avventuroso diventa reale. I cori ed i rumori ambientali creano la giusta atmosfera. Tra i brani migliori il bellissimo lento “Surely” il reggae dub di “I Believe In You” dove Blade da il meglio di se ed infine la potente “Ring The Alarm”. Voci semi-ufficiali prevedono che dopo il tour americano torneranno in studio per lavorare ad un secondo album. Per il momento non possiamo far altro che aspettarlo godendoci oggi questo strabiliante sound. Un disco assolutamente da avere, da ascoltare e da riassaporare in ogni occasione. Il viaggio continua.
Antonello Furione

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