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Andrea Chimenti – Tempesta di fiori

Il nuovo lavoro di Andrea Chimenti s’intitola “Tempesta di fiori”, uscirà il 30 aprile ed ha avuto una gestazione di quasi cinque anni. Dal precedente “Vietato morire” le tematiche sono cambiate, la sua evoluzione è palpabile, dopo un paio di anni di intensa attività live, e notevoli progetti in cantiere la sua carriera arriva ad un altro nuovo punto di svolta. L’attesissimo dodicesimo album in studio quindi arriva proprio in un momento importante. Le sue parole servono a testimonianza di un nuovo inizio, di una nuova visione personale della vita: “Tutti i grandi cambiamenti, inaspettati e non voluti, sono, in qualche modo, desiderati nel profondo, e così arriva inesorabile il giorno della ‘tempesta’ dove tutto sembra crollare, ma in realtà è solo destinato a cambiare forma”.
Chimenti è un artista poliedrico che ama spaziare tra poesia, immagine, teatro e danza, lo ha fatto in passato ed ora è solamente più diretto. “Tempesta di Fiori” è un album notturno, forse il suo Sgt.Pepper personale a livello sonoro, abbandonato il senso di solitudine di “Vietato Morire”, è un caleidoscopio di immagini e situazioni diverse, tutte accomunate dalla sensualità della voce e dalla ricerca musicale al servizio di quella testuale.  Sono Dodici tracce di cui una cover (Vorrei incontrarti di Alan Sorrenti) con lo sguardo rivolto sempre al futuro, a partire dalla prima “Era di notte”, la fine di amore, porta a guardare avanti, ad un tempo migliore alla speranza di un domani che dia la forza di proseguire. In “Il cielo che si avvicina” il viaggio comincia, si guarda il mondo in una diversa prospettiva. “Bellissima” è uno dei pezzi più intensi dell’intero lavoro, una ballata luminosa che all’inizio sembra ricalcare la vocalità di Miguel Bosè per l’atmosfera sensuale che si conclude con un interessante coro ed orchestra un po’ beatlesiana che ritorna anche nell’ultima traccia “Lezioni pratiche di volo”.  Davvero belle anche la progressione pianistica di “Stupido”, con le risate ed i discorsi in sottofondo ed il breve assolo finale di sax in ”Sangue” (da ascoltare poi eventualmente dal vivo…). Ogni suono, ogni nota non è messa a caso. Il viaggio prosegue con una dedica al figlio in “Delicato guerriero” che ha rimandi vocali alla Bowie per proseguire con la tittle track manifesto personale di speranza. La barocca e divertente “Perduto” è solo una breve pausa per soffermarsi a pensare che se “Qualcosa cambierà” non per forza dovrà essere in peggio: il viaggio finalmente continua.
Antonello Furione
CONTATTI:
www.andreachimenti.com
www.myspace.com/andreachimenti

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