«

»

Max Manfredi – Folk Club Torino – 30.01.10

Grande ovazione e pubblico da record al Folk Club per Max Manfredi con 170 prenotazioni e più di 250 ingressi. Nello scorso novembre Max ha ritirato dalle mani di Gianni Mura, sul palco del Teatro Ariston di Sanremo, la Targa per il Miglior Disco 2009 del Club Tenco, per il suo Luna Persa (già presentato al locale torinese nell’ottobre del 2008). L’album, pubblicato da Ala Bianca, con distribuzione Warner, è un lavoro affascinante, ricco, inusuale nel panorama italiano, di quelli che si possono contare ancora sulla dita di una mano, registrato e mixato negli studi Maccaja di Genova, è prodotto dello stesso Manfredi con Federico Bagnasco e Fabrizio Ugas, due componenti della Staffa, il gruppo che da anni lo accompagna.  Si è così scelto di creare sabato 30 Gennaio 2010 una festa al FolkClub di Torino, visto che da vecchia data Franco Lucà aveva riconosciuto e sostenuto il valore di Max ed ora, grazie alla disponibilità di Davide Valfrè e Paolo Lucà, il figlio di Franco, la sede è parsa subito adatta all’occasione.
L’evento presentato e ideata dal giornalista musicale Enrico Deregibus, è andato in scena per festeggiare la vittoria della targa dell’artista ligure, ottimi musicisti e cantautori si sono alternati sul palco dello storico locale torinese per festeggiare un disco davvero fortunato e lodato da pubblico e critica. Hanno eseguito quasi tutti canzoni di Max Manfredi, solo alcuni si sono spinti oltre nello scrivere brani propri per omaggiare l’artista. A questo proposito molto toccante e sentita la performance del veronese Marco Ongaro, visibilmente emozionato nel cantare un brano pubblicato nel 2002 nell’album “Dio è altrove” “Il conte Max” espressamente scritto per Manfredi. Sul palco infatti, come dice lui, non è così facile cantare e suonare rivolgendosi a qualcuno (che non è morto) e che trovi seduto in prima fila. Così il pezzo di Ongaro, a differenza delle partecipazioni ai premi rivolti ad omaggiare persone scomparse (vedi il Ciampi in passato) è stato piacevolmente sentito, garbato e apprezzato. Da segnalare anche Augusto Forin che ha cantato “Max” un brano inedito che prendeva spunto da un vecchio brano di Manfredi.
Tra i grandi assenti della serata purtoppo Armando Corsi che avrebbe dovuto suonare “Fado del dilettante” e Vittorio De Scalzi, che per impegni di reunion all’ultimo minuto (data zero) dei New Trolls al teatro Carlo Felice di Genova ha dovuto dare forfait per problemi di contratto, portandosi dietro anche Corsi. La serata e proseguita ricalcando principalmente le orme di Luna Persa, dal “Morale delle truppe” di Boggero, a “Retsina” pigra e dolce ballata suonata da Bep o da “Aprile” cantata elegantemente dal torinese Carlo Pestelli. Il trio Ugas-Boschiero-Bagnasco ha suonato “Va a dormire Europa” con la voce splendida di Erica Boschiero, cantante veneta già vincitrice di molti premi.
Tra i momenti più toccanti della serata di sicuro la bellissima “Cattedrali” cantato e suonato dai Managrè, il brano presente sul disco “L’intagliatore di santi” ha coronato uno dei più bei momenti di collaborazione ed è stato un autentico sviluppo “in diretta” della tradizione genovese. Il gruppo ha recentemente aperto diverse date di Manfredi. La cantautrice Isa, voce e basso intona “Il regno delle fate” un delicato brano visionario che racconta storie di tutti quegli invisibili oppressi nel nostro sistema senza valore, mentre Federico Sirianni sale sul palco con soprabito, occhiali da sole e cappello e con grande trasporto, con la sua voce graffiante trascina il pubblico in una country ballad “Il treno per Kukuwok” una piccola meraviglia che narra di una stazione immaginaria dove il popolo dei pendolari può lasciare scalpi e scalpori.
Sale verso le 23.30 l’ospite d’onore accompagnato dai fidi Marco Spiccio, al pianoforte, Federico Bagnasco al contrabbasso, e Fabrizio Ugas e Matteo Nahum alle chitarre. Applaudito da tutto il pubblico in visibilio, Manfredi sul palco chiude la serata con una manciata di canzoni, tra le quali la balcanica “Zimbalon”, Luna Persa, un brano di Leonard Cohen e Diadema, canzone inedita che uscirà sul prossimo disco.  Manfredi narra di storie di invisibili, storie d’amore, problemi sociali, in un paese dove mancano i poeti ed i poveri e i pazzi arricchiscono il mondo. Ascoltare questo tipo di poetica può essere un buon modo per liberarsi e dispiegare le ali verso qualche cosa di più elevato.  Con calma come un artigiano, guarda il mondo con occhi sinceri, crea testi profondi e raffinati, racconta di disagi, sentimenti, tutto cantato in modo passionale. In questo Manfredi è realmente il futuro. In questa splendida serata ha affidato il compito ai suoi amici fidati e come un passaggio di consegne da ieri ad oggi, dal maestro De Andrè che appare nell’ultima traccia del disco, si spinge con coraggio verso qualche ascoltatore e musicista a cui possa ancora narrare in forme nuove e di qualità garantita le storie di oggi, coinvolgendo anche i ragazzi del presente.
Antonello Furione

Permanent link to this article: http://therockblogreview.com/30-01-10-luna-persa-folk-club-torino/

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>